I shot a man

I shot a man

i shot

I Shot a Man nasce nell’estate 2014, da una pessima idea di Domenico De Fazio, dei suoi slide, delle sue vecchie chitarre elettriche, di legno, di ferro. Alla batteria c’è Blue Bongiorno, polistrumentista di formazione jazz che non disdegna di suonare cucchiai, sgabelli e assi per lavare i panni.

Completa la formazione Manuel Peluso, che ha trovato nella formula chitarra acustica e voce l’equilibrio giusto tra tecnica ed espressione.

Il nostro blues è uno sguardo che dalle origini degli spiritual cantati a voce nuda nei campi di cotone della Louisiana, arriva a quelle chitarre acustiche suonate con colli di bottiglia, e si spinge fino alle valvole sature degli amplificatori, quando il blues stava partorendo il rock, e presto tutti avrebbero cominciato a ballare. Tre anni fa iniziammo a suonare senza un basso, e non lo abbiamo mai cercato veramente.
Avevamo paura di cadere in uno schema che conoscevamo troppo bene. Oggi siamo ancora convinti che il nostro suono sia fatto di voce, chitarra acustica, elettrica e batteria. Ci costringe a inventare arrangiamenti nuovi, a ripensare la ritmica, in dialogo costante tra le percussioni e un fingerpicking vecchio di cent’anni. E poi al pubblico piace. Ci pare che il blues sia sempre stato con noi.
Cantiamo le storie dei grandi, che in fondo sono le nostre stesse storie. Amori che vanno e vengono, soldi che vanno e non vengono. Sentirsi soli in una notte piovosa, imbracciare la chitarra e svegliare tutti.




Intervista a I Shot a Man in occasione di Effetto Blues 2018