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Programma del Torrita Blues 2108

Cena Blues 2018

 

La cena Blues è un tradizionale appuntamento che ogni anno proponiamo con una formula Cibo Tradizionale  e Musica Blues
Durante la serata si potrà cenare di fronte al palco del Torrita Blues assaporano ogni anno piatti nuovi e ascoltare i concerti blues di tre band vincitrici di Effetto Blues “Anteprima musicale del Torrita Blues” che ogni anno si  svolge al Tjmory Pub di Bettolle al quale partecipano molte delle blues band italiane.

Quest’anno le band  della serata di Giovedì 21 giugno hanno proposto tre stili di blues molto differenti,  dal tradizionale blues acustico del delta del Mississippi da cui ha origine il blues suonato da una giovane promessa del Blues italiano DIEGO SCHIAVI (da Pisa).

A seguire  VAN KERY BLUES BAND  un classic trio di electric blues che propone un brani classici del blues sia in stile Texas Blues, per il tradizionalisti del blues (da Catania)
La serata si è conclusa con i RAMROD, fortissima formazione di Rock Blues Alternative con una frontman molto coinvolgente con una grande band a supporto energica. (da Novara)

 

Grazie alla collaborazione con Torrita Web Tv i concerti del Giovedì 21 giugno saranno trasmessi anche in diretta streaming sul sito https://www.torritawebtv.tv

Popa Chubby

Popa Chubby

Venerdi 22 giugno

Twenty five years of hard rocking blues

Popa Chubby, nato come Ted Horowitz, dopo aver festeggiato l’anno scorso ben 25 anni di “hard rocking blues” si ripresenta alla nostra porta con un doppio Cd live Big Bad and Beautiful;  ben 27 tracce live registrate in Francia che includono una vasta selezione dei suoi classici quali Angel on My Shoulder e Over The Rainbow accanto ad alcuni brani dei Rolling Stones!  Durante la sua carriera, iniziata nel 1994, è stato una presenza non sottovalutata dal caratteristico tempestoso e soulful sound mai stato così potente come ora.  Un’imponente figura dalla testa rasata, braccia tatuate e pizzetto e uno stile che lui stesso descrive come “the Stooges meets Buddy Guy, Motörhead meets Muddy Waters, and Jimi Hendrix meets Robert Johnson,” Popa Chubby è un personaggio accattivante, uno dei più popolari nel suo genere.

La sua carriera è sempre stata in movimento e alla ricerca di un posto per sé stesso nell’imponente territorio del business musicale, superando le difficoltà, sempre in continua crescita e maturità come una forza creativa si è creato una cerchia di fans in tutto il mondo in costante crescita.

Nativo di New York la sua prima esibizione è come chitarrista di una band punk che lui definisce una “crazy Japanese special effects performance artist in a kimono called Screaming Mad George who had a horror-movie inspired show.” Partendo da qui si immerge nel rock’n’roll e impara molto dai grandi artisti del tempo incluso George, Ramones, the Cramps e Richard Hell, la cui band, the Voidoids, di cui fa parte, gli insegna che il rock’n’roll può essere pericoloso. “Musicisti come Ramones e Sex Pistols non erano solo delle band, erano un pericolo per la società.” Il blues tuttavia è alla base del suo stile. “Sin da quando sono cresciuto con Hendrix, Cream e Led Zeppelin, a quando ho iniziato a suonare blues nei club newyorkesi, ho capito che anche il blues può essere pericoloso, non solo suonare nelle band punk; Howlin’ Wolf e Muddy Waters erano uomini pericolosi, ti potevano colpire o sparare se pensassero fosse necessario e Little Walter si portava una pistola e non avrebbe esitato ad usarla.

Questo pericolo è la parte reale del blues e io cerco di tenerla viva nella mia musica.” Popa Chubby è un uomo nel bene e nel male. “Sono vissuto in un tempo selvaggio e questa è stata l’ispirazione con cui ho creato Universal Breakdown Blues. Ci sono i miei problemi ma rappresentati in maniera più esagerata di quello che sono. Tutto sta venendo abbattuto nel mondo, i confini sono stati definiti, abbiamo bisogno di un cambiamento.”.

sito ufficiale: www.popachubby.com

Diego Schiavi

Diego Schiavi

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Sono nato a Pisa nell’agosto del 1994 e sin dall’età di 8 anni ho mostrato una naturale passione per la musica di qualsiasi genere, dalla Classica alla musica cantata nei campi di cotone nel sud degli Stati Uniti nei primi anni del ‘900. Ho studiato per 10 anni chitarra classica da concerto presso l’associazione “Amici della musica “ di Ponsacco (PI) con l’insegnante Veronica Barsotti, esibendomi in diversi teatri con brani di Bach, Leo Brower, Isaac Albeniz, Carulli, Carcassi e Sor ed altri compositori del XVII e XVIII secolo.br>
Fin dall’inizio del mio percorso, pur dedicandomi con passione alla musica classica, ho avuto un grande interesse per il mondo Blues ed ad un certo punto del mio viaggio musicale ho deciso di sospendere gli studi classici e di dedicarmi completamente a questa grande e profonda passione. E’ stata una scelta fortemente voluta, mi sono così iscritto alla scuola di musica “Artwork Village” di Ponsacco (PI).

Ho percorso 3 anni di studi di chitarra moderna, Jazz e Blues con il maestro Carlo Buscemi, studiando teoria musicale e esibendomi in molte piazze con la musica che amo, luogo insolito per un chitarrista che proviene da studi classici. Nel contempo ho riscoperto il mio interessante timbro vocale che già nel periodo delle scuole medie inferiori il mio insegnante di musica aveva apprezzato collocandomi come solista nel coro.
Successivamente ho iniziato un percorso di studio all’Accademia della Chitarra di Pontedera con il giovane maestro Andrea Valeri, che con la sua unicità nel mondo della chitarra acustica “Fingerstyle” ha arricchito ancora di più il mio sapere ed il mio Blues. Oggi il mio stile è il “Fingerstyle Guitar” e “Slide Guitar” sia in ambito elettrico che in ambito acustico, sempre rispecchiandosi nelle più profonde radici del blues.

Il compimento del mio 23° anno di età è coinciso con l’uscita del mio primo progetto discografico “Deep To The Bone”.
Durante il mio percorso musicale ho avuto il piacere di condividere il palco di piazze, teatri, sale spettacolo e locali con molti musicisti di fama nazionale ed internazionale, di entrar a far parte degli artisti di “Blues Made in Italy” e di esser stato invitato in varie stazioni radiofoniche come “Punto Radio, Juke Joint Garage Radio e Radio Duemila – Night Wolf Radio Sation per parlare e condividere le esperienze che hanno dato vita al mio primo progetto discografico, recensito anche da “Il Blues Magazine” nel numero di Dicembre 2017.

Fog Eaters

Fog Eaters

 

fog eaters

Fog Eaters significa letteralmente “mangiatori di nebbia”, poiché le loro origini sono nella pianura padana a Reggio Emilia, dove la nebbia è talmente fitta che nemmeno si riescono a leggere i cartelli stradali. Il quartetto nasce nel 2013 e traendo ispirazione dal rock’n’roll, dal blues e dallo swing, ha creato il proprio sound originale fondendo insieme tecnica, gusto e feeling attraverso ottime esibizioni live meritandosi l’appellativo di “houserockin'” band.
I Fog Eaters sono composti da Giorgio “Jo” Pinna considerato tra i migliori cantanti ed armonicisti della nuova scena italiana ed europea, alla chitarra elettrica l’energico ed incisivo Andrea “Andy” Pititto, alla chitarra-basso Fabio “Tex” Cavalca importante groove-guida della band ed alla batteria e percussioni Oscar Abelli dallo stile inconfondibile già conosciuto dal pubblico per aver collaborato con importanti artisti nazionali ed internazionali. Numerose sono già le loro partecipazioni a festival e rassegne nei music-club ed hanno ottenuto buon successo sia in Italia che nei tour in Polonia, Rep. Ceca, Germania, Svizzera e Olanda.


I shot a man

I shot a man

i shot

I Shot a Man nasce nell’estate 2014, da una pessima idea di Domenico De Fazio, dei suoi slide, delle sue vecchie chitarre elettriche, di legno, di ferro. Alla batteria c’è Blue Bongiorno, polistrumentista di formazione jazz che non disdegna di suonare cucchiai, sgabelli e assi per lavare i panni.

Completa la formazione Manuel Peluso, che ha trovato nella formula chitarra acustica e voce l’equilibrio giusto tra tecnica ed espressione.

Il nostro blues è uno sguardo che dalle origini degli spiritual cantati a voce nuda nei campi di cotone della Louisiana, arriva a quelle chitarre acustiche suonate con colli di bottiglia, e si spinge fino alle valvole sature degli amplificatori, quando il blues stava partorendo il rock, e presto tutti avrebbero cominciato a ballare. Tre anni fa iniziammo a suonare senza un basso, e non lo abbiamo mai cercato veramente.
Avevamo paura di cadere in uno schema che conoscevamo troppo bene. Oggi siamo ancora convinti che il nostro suono sia fatto di voce, chitarra acustica, elettrica e batteria. Ci costringe a inventare arrangiamenti nuovi, a ripensare la ritmica, in dialogo costante tra le percussioni e un fingerpicking vecchio di cent’anni. E poi al pubblico piace. Ci pare che il blues sia sempre stato con noi.
Cantiamo le storie dei grandi, che in fondo sono le nostre stesse storie. Amori che vanno e vengono, soldi che vanno e non vengono. Sentirsi soli in una notte piovosa, imbracciare la chitarra e svegliare tutti.

Ramrod

Ramrod

 

ramrod

 

La fusione di classic rock e blues, con l’aggiunta di un sapore soul ed un
pizzico di rock psichedelico e prog è il segreto del suono di questa band!
Un sound energico che esplode sul palcoscenico! un’atmosfera intrigante creata dall’unione della chitarra di Marco Picaro e l’Hammond di Adriano “ROLL” Nolli arricchita a sua volta dalla potenza del basso di Emanuele Elia, la batteria di Daniel Sapone e la forte personalità unita alla potente voce della frontwoman Martina Picaro. Tutto ciò si può ritrovare all’interno del loro album “First Fall”.

I Ramrod portano la loro musica in giro per l’Italia e per l’Europa in paesi come Svizzera, Germania,Belgio, Olanda, Francia e Regno Unito, sprigionando energia e collezionando soddisfazioni ed entusiasmo. I loro testi si riferiscono a esperienze personali ed ai più profondi ed intimi sentimenti umani,osservati da diversi punti di vista.

Questo progetto li ha portati a calcare i palchi di festival internazionali e dei migliori club della musica rock blues. Nell’estate 2017 vincono il concorso “Obiettivo Bluesin” grazie al quale si esibiscono sul palco dello storico festival “Pistoia Blues” per l’Italian Blues Night, insieme ad altri artisti in apertura ad Alex Britti, e a dicembre si esibiscono sul rinomato palco del teatro Ariston di Sanremo come finalisti della manifestazione musicale “Fiat Music” organizzata e condotta da Red Ronnie e Roxy Bar.


The Fullertones

The Fullertones

thefullertones

Genuini come le loro origini, i Fullertones sono una band toscana di recente formazione ma con un percorso musicale individuale piuttosto radicato. Fin dal primo ascolto si intuisce che il blues è chiaramente l’anima portante della filosofia di questo gruppo che ha però miscelato alla sua evidente passione le sonorità e le influenze di altri generi musicali seguendo le orme di alcuni pionieri della corrente Austin Sound creata da musicisti come Gary Clark Jr. e Doyle Bramhall. La band propone un sound coinvolgente e non scontato che cerca di avvicinare un pubblico eterogeneo alle sonorità della musica nera partendo da quella che è la sua evoluzione più recente e cercando di invogliarlo a percorrere un viaggio a ritroso nelle origini di quelle sonorità che hanno dato vita a moltissimi altri generi musicali. Il risultato finale è un mix avvolgente sul quale spicca il calore e la grinta della voce di Francesco Bellia che condivide anche ritmica ed improvvisazione con il suono e lo stile personale dell’altra chitarra suonata da Lou Leonardi.
La solida sezione ritmica sulla quale si adagia con naturalezza il sound della band è affidata all’energia e al gusto di Lorenzo Alderighi e Matteo D’Alessandro, rispettivamente al basso e alla batteria.

Quotes ::
Simone Bargelli (Il Blues) “Passione, energia e contaminazione. Il panorama musicale italiano si arricchisce della bravura dei talentuosi Fullertones, combo toscano che con intelligenza e freschezza rivisita il suono blues di ultima generazione, quello che si veste di rock senza dimenticare le origini. Il loro primo EP colpisce e convince ed il pre-ascolto di alcuni dei loro brani inediti che abbiamo avuto il piacere di avere ci fa restare in trepidante attesa del loro primo album di inediti.”

Origini:
Il gruppo prende forma da un’idea del chitarrista Lou Leonardi, vecchia conoscenza del blues made in Italy, che alcuni appassionati avranno avuto modo di incontrare sul palco di alcuni festival blues italiani suonando con Lou&TheBlues ed aprendo concerti per Phil Guy, Popa Chubby, Ana Popovic, Junior Watson, Tolo Marton e molti altri oltre ad aver accompagnato musicisti come Shana Morrison (figlia di Van), Andy Just, Volker Strifler, Tia Carroll, Daniel Castro fino ad approdare con loro in California dove ha suonato in alcuni festival e locali di musica dal vivo. Lo stimolo che ha dato vita a questo nuovo capitolo musicale nasce dalla voglia del chitarrista toscano di tornare alle sue origini e viene alimentato dal rapporto di stima e di amicizia con Francesco Bellia chitarrista acustico ed elettrico di grande talento, attualmente frontman dei Groove Trouble, con il quale ormai da tempo maturavano il desiderio di condividere una parte del loro percorso musicale. Nel desiderio di creare una band composta da musicisti che non avessero mai suonato insieme prima d’ora viene coinvolto nel progetto il batterista Matteo D’Alessandro, insegnante e batterista anche di Carmine Torchia e Tiziano Barbafiera. Ultima pedina ad aggiungersi alla band, ma per questo assolutamente non meno importante, è Lorenzo Alderighi, bassista di grande esperienza e con alle spalle numerose collaborazioni di livello come quella con Hilaria Kramer, Lee Konitz, Stefano “Cocco” Cantini ma anche con i Diaframma, Stefano Picchi e molte altre band

Van Kery Blues Band

Van Kery Blues Band

van kery

L’idea nasce nel 1999 dal progetto inedito del chitarrista e cantante omonimo Van Kery, da cui prende il nome la band. L’intento è quello di creare e reinterpretare il blues e il rock degli anni 70’ arricchendolo con molte influenze per ottenere così un Rock Blues di grande impatto.

La band è sempre stata recensita dai quotidiani e dalle riviste specializzate come una delle migliori Blues Band siciliane, non mancano gli apprezzamenti da parte delle radio e dei media in genere.
A partire dal passaggio radiofonico del brano “In Seventies” voluto da Rai Radio 1, alle svariate partecipazioni come ospiti in molti Blues Festival Nazionali e internazionali.

Tra le esperienze più significative c’è il “San Cataldo in blues” (CL) nel 2000 con Rudy Rotta e James Tohmpson, il “Capo d’Orlando in blues nel 2001” (ME) con Popa Chubby e Willie Murphy, 3° classificato per il Sud Italia alle finali di “Obbiettivo Blues In 2003” (selezioni di Pistoia blues), All the colours of blues 2003 (Siena) e Sarteano jazz and blues Festival 2003 (Siena), passaggio radiofonico dell’inedito “In Seventies” a Demozone, programma di Rai Radio 1 con conseguente invito al “Ruffano Trend and Blues Festival”(LE), organizzato dalla Rai nel 2004 con Aida Cooper, Effetto Blues 2005 (selezioni Per Torrita Blues) e registrazione del DVD live “Van Kery at Cinquequarti” di Montepulciano (Siena).
Unica band per il sud Italia e vincitori del premio come “Miglior band” del Vicenza Blues Festival nel 2005, Thiene Blues Festival 2005 (VI), Blues on the Road  (CT) 2006. Nel 2007 il progetto si arresta e a distanza di diversi anni, nel 2016 tutto ricomincia con una nuova formazione più matura e completa che mai. La nuova formazione già nell’estate 2016, partecipa ad “Obiettivo BluesIn” selezioni per Pistoia blues, e dopo aver vinto e superato le semifinali regionali riesce ad arrivare alla finalissima nazionale, come una delle migliori 18 band sulle 700 partecipanti”, inoltre nel settembre 2016 si esibisce come ospite di punta in all’’Etna in Blues Festival, storico blues festival Siciliano.

Nel 2017 la band partecipa ad Effetto Blues (Torrita Blues), come una delle 12 band scelte in Italia e dopo le esibizioni live a Bettolle (SI), conquista un posto al Camigliano Blues 2017.
La band viene anche selezionata per l’Italian Blues Challenge 2017, e si esibisce a Lagopesole (PZ) a fine luglio. La band è stata ospite del South Italy Blues Connection il 24.06.17 a Matera e il 07.10.2017 alla più grande fiera blues italiana, il Blues Made in Italy (VR), dove viene notata e recensita dal quotidiano “La Voce di Mantova” come band di spicco sulle oltre 50 formazioni provenienti da tutta Italia http://www.vocedimantova.it/articoli/462874/Cerea-Mississippi–due-passi-da-Mantova)

All’attivo c’è un disco live registrato nel 2017 dal titolo “Rebirth – Live in Studio” promosso dall’associazione “Blues Made in Italy” che ne ha inserito il logo sulla copertina, in vendita su tutte le piattaforme digitali e in cantiere c’è già un nuovo disco che sarà registrato in Italia e mixato negli Stati Uniti.

La formazione è composta da:
Van Kery alla chitarra e voce
Giuseppe Di Mauro al basso
Antonio Quinci alla batteria

SuperDownHome

 

I SuperDownHome si formano nel giugno del 2016.

Sono un duo di rural blues formato da: Henry Sauda alla voce, Cigar Box, Diddley Bow e Lap Steel. Beppe Facchetti alla cassa, rullante, low-boy e crash.

Henry Sauda, già cantante/chitarrista dei Granny Says e degli Scotch. Beppe Facchetti, gia batterista con Elizabeth Lee’s Cozmic Mojo, con Lou- isiana Red, Rudy Rotta, e Slick Steve & The Gangsters. I due decidono di collaborare e formare un duo legato sì alle tradizioni del blues rurale, ma proiettato pure verso spazi personali e contaminati da rock’n’roll, country, folk e punk. Gli artisti da cui prendono lo spunto iniziale sono soprattutto Seasick Steve e Scott H. Biram.

E’ ispirandosi a Seasick Steve che optano per la scelta di strumenti come la Cigar Box o la Diddley Bow. Per quanto riguarda Scott H. Biram, da lui mutuano l’approccio minimal e la commistione fra mood morbido e selvaggio. I due passano buona parte dell’estate/autunno 2016 a sperimentare, cercare un suono definito e a registrare materiale originale.

Nell’aprile del 2017 esce il primo EP eponimo co-prodotto con Marco Franzoni e registrato al Bluefemme Stereorec di Brescia.

Nel frattempo decidono di mettere in video due dei brani dell’EP e su YouTube si possono trovare “Can’t Sweep Away” e “Booze Bloodhound” con regia di Ronnie Amighetti che li ha seguiti anche tutt’estate 2017 registrando materiale live per il prossimo video in uscita a gennaio.

Parecchi concerti e festivals all’attivo nel 2017.
Fra gli altri il Narcao Blues – Soundtracks Festival – Lido Blues – Lontano Da Festival e due opening di prestigio (Fiamene Festival 2017 – Opening act per Doyle Bramhall Jr e Soiano Blues Festival – Opening act per Andy J. Forest). Nell’ottobre del 2017 il duo entra in studio per registrare un nuovo prodotto che si intitola Twenty-Four Days, sempre con Marco Franzoni alla coproduzione e sempre al Bluefemme Stereorec.

Nel disco figura anche il contributo di Popa Chubby che, sentito il materiale del duo e piaciutogli il sound, ha accettato di collaborare su due brani. Il disco è uscito il 25 dicembre 2017 fisicamente con il marchio Slang Records e digitalmente per Warner.

Line-up
Henry Sauda – voce, chitarra elettrica, cigar box e diddley bow
Beppe Facchetti – cassa, rullante, low boy e crash

Animals and friends

Animals and friends

Membri degli originali Animals: John Steel e Mick Gallagher

Nel 1964 un’ondata di nuovo energetico rock and roll travolse la gioventù di tutto il mondo e stiamo parlando dei Beatles, Rolling Stones e naturalmente degli Animals.
Dalla riva del fiume Tyne arriva una proposta del Nord East; una band  R’n’B che l’intero mondo sembra cogliere avidamente.

The Animals sono la seconda band inglese al top delle classifiche americane dopo i Beatles con il multi-millionario e leggendario inno House of the Rising Sun’.
Seguiranno oltre venti mondiali hits che saranno nelle top ten di tutto il mondo alcuni delle quali guadagneranno anche il primo posto in classifica.
Solo in Gran Bretagna la band non ha meno di venti nuove entrate in classifica.
Gli Animals sono la prima band inglese ad esibirsi in Polonia e Giappone.

JOHN STEEL & MICKEY GALLAGHER
Oltre cinquanta anni dopo John Steel e Mickey Gallagher sono ancora in tour insieme.

The Animals possono vantare alcune delle più famose canzoni nella storia della musica popolare
 La band si imbarca in dozzine di grandi tours in Uk con ospiti speciali quali Spencer DavisStax Booker T & The MGS e il leggendario chitarrista dei Blues Brothers Steve CropperMaggie Bell (Stone The Crows) e il grande Mick Green (The Pirates, Van Morrison, Paul McCartney,Bryan Ferry)nelle sue ultime apparizioni considerato da molti uno dei più influenti.

Animals & Friends rimangono una band R’n’B che tuttora vanta un grande rispetto tra i coetanei a livello internazionale così come tra i fans di ogni età che rispondono così entusiasticamente a grandi brani del catalogo degli Animals come ‘WeGotta Get Out Of This Place’‘Boom Boom’‘Don’t Let Me Be Misunderstood’‘Baby, Let MeTake You Home’‘I Put A Spell On You’ and the bands’e il numero uno nelle classifiche mondiali ‘House of The Rising Sun’.

STORIA
Tornando al 1957 John Steel accanto al co-fondatore degli Animals Eric Burdon inizia esibendosi con il proprio sound nella nativa Tynesidencon nessuna idea che sarebbero diventati, in pochi anni, parte di un gruppo che sarebbe stato segnato per sempre come “la migliore musica britannica” e rispettato in tutto il mondo accanto ai The Beatles, The Rolling Stones e The Yardbirds.

Gli Animals sono anche la seconda band inglese dopo The Beatles nelle top ten americano con il multi milionario inno ‘House of The Rising Sun’.

Non è da dimenticare che fu proprio il brano ‘House of the Rising Sun’ di Bob Dylan ad ispirare questa leggendaria band diventando ciò che la storia ha dimostrato di essere oramai parte permanente. Viene anche sussurrato che Bob Dylan abbia guardato alla loro versione come ispirazione per la sua, non conosciuta, ‘versione elettrica’.

Bruce Springsteen recentemente ha rivelato sul palco che sono stati The Animals e non The Beatles o gli Stones la sua favorita band inglese.
 “I loro singoli sono la prima e vera opera d’arte che avessi mai ascoltato”. Dopo aver suonato un breve pezzo di ‘We Gotta Get Out Of This Place’ , Bruce confessa “e ogni canzone che abbia mai scritto’ Born To Run’, ‘Born In The USA’, si rifà a loro”.

Dopo 50 anni la leggenda continua a crescere…

Nel 2014 The Animals accanto agli The Yardbirds, The Zombies, Maggie Bell e Dave Berry si imbarcano in uno dei più famosi tour dedicato agli anni ’60 riempiendo venue come The Royal Concert Hall di Glasgow con oltre 2300 fans