Archivi categoria: 23 giugno

I shot a man

I shot a man

i shot

I Shot a Man nasce nell’estate 2014, da una pessima idea di Domenico De Fazio, dei suoi slide, delle sue vecchie chitarre elettriche, di legno, di ferro. Alla batteria c’è Blue Bongiorno, polistrumentista di formazione jazz che non disdegna di suonare cucchiai, sgabelli e assi per lavare i panni.

Completa la formazione Manuel Peluso, che ha trovato nella formula chitarra acustica e voce l’equilibrio giusto tra tecnica ed espressione.

Il nostro blues è uno sguardo che dalle origini degli spiritual cantati a voce nuda nei campi di cotone della Louisiana, arriva a quelle chitarre acustiche suonate con colli di bottiglia, e si spinge fino alle valvole sature degli amplificatori, quando il blues stava partorendo il rock, e presto tutti avrebbero cominciato a ballare. Tre anni fa iniziammo a suonare senza un basso, e non lo abbiamo mai cercato veramente.
Avevamo paura di cadere in uno schema che conoscevamo troppo bene. Oggi siamo ancora convinti che il nostro suono sia fatto di voce, chitarra acustica, elettrica e batteria. Ci costringe a inventare arrangiamenti nuovi, a ripensare la ritmica, in dialogo costante tra le percussioni e un fingerpicking vecchio di cent’anni. E poi al pubblico piace. Ci pare che il blues sia sempre stato con noi.
Cantiamo le storie dei grandi, che in fondo sono le nostre stesse storie. Amori che vanno e vengono, soldi che vanno e non vengono. Sentirsi soli in una notte piovosa, imbracciare la chitarra e svegliare tutti.

The Fullertones

The Fullertones

thefullertones

Genuini come le loro origini, i Fullertones sono una band toscana di recente formazione ma con un percorso musicale individuale piuttosto radicato. Fin dal primo ascolto si intuisce che il blues è chiaramente l’anima portante della filosofia di questo gruppo che ha però miscelato alla sua evidente passione le sonorità e le influenze di altri generi musicali seguendo le orme di alcuni pionieri della corrente Austin Sound creata da musicisti come Gary Clark Jr. e Doyle Bramhall. La band propone un sound coinvolgente e non scontato che cerca di avvicinare un pubblico eterogeneo alle sonorità della musica nera partendo da quella che è la sua evoluzione più recente e cercando di invogliarlo a percorrere un viaggio a ritroso nelle origini di quelle sonorità che hanno dato vita a moltissimi altri generi musicali. Il risultato finale è un mix avvolgente sul quale spicca il calore e la grinta della voce di Francesco Bellia che condivide anche ritmica ed improvvisazione con il suono e lo stile personale dell’altra chitarra suonata da Lou Leonardi.
La solida sezione ritmica sulla quale si adagia con naturalezza il sound della band è affidata all’energia e al gusto di Lorenzo Alderighi e Matteo D’Alessandro, rispettivamente al basso e alla batteria.

Quotes ::
Simone Bargelli (Il Blues) “Passione, energia e contaminazione. Il panorama musicale italiano si arricchisce della bravura dei talentuosi Fullertones, combo toscano che con intelligenza e freschezza rivisita il suono blues di ultima generazione, quello che si veste di rock senza dimenticare le origini. Il loro primo EP colpisce e convince ed il pre-ascolto di alcuni dei loro brani inediti che abbiamo avuto il piacere di avere ci fa restare in trepidante attesa del loro primo album di inediti.”

Origini:
Il gruppo prende forma da un’idea del chitarrista Lou Leonardi, vecchia conoscenza del blues made in Italy, che alcuni appassionati avranno avuto modo di incontrare sul palco di alcuni festival blues italiani suonando con Lou&TheBlues ed aprendo concerti per Phil Guy, Popa Chubby, Ana Popovic, Junior Watson, Tolo Marton e molti altri oltre ad aver accompagnato musicisti come Shana Morrison (figlia di Van), Andy Just, Volker Strifler, Tia Carroll, Daniel Castro fino ad approdare con loro in California dove ha suonato in alcuni festival e locali di musica dal vivo. Lo stimolo che ha dato vita a questo nuovo capitolo musicale nasce dalla voglia del chitarrista toscano di tornare alle sue origini e viene alimentato dal rapporto di stima e di amicizia con Francesco Bellia chitarrista acustico ed elettrico di grande talento, attualmente frontman dei Groove Trouble, con il quale ormai da tempo maturavano il desiderio di condividere una parte del loro percorso musicale. Nel desiderio di creare una band composta da musicisti che non avessero mai suonato insieme prima d’ora viene coinvolto nel progetto il batterista Matteo D’Alessandro, insegnante e batterista anche di Carmine Torchia e Tiziano Barbafiera. Ultima pedina ad aggiungersi alla band, ma per questo assolutamente non meno importante, è Lorenzo Alderighi, bassista di grande esperienza e con alle spalle numerose collaborazioni di livello come quella con Hilaria Kramer, Lee Konitz, Stefano “Cocco” Cantini ma anche con i Diaframma, Stefano Picchi e molte altre band

Animals and friends

Animals and friends

Membri degli originali Animals: John Steel e Mick Gallagher

Nel 1964 un’ondata di nuovo energetico rock and roll travolse la gioventù di tutto il mondo e stiamo parlando dei Beatles, Rolling Stones e naturalmente degli Animals.
Dalla riva del fiume Tyne arriva una proposta del Nord East; una band  R’n’B che l’intero mondo sembra cogliere avidamente.

The Animals sono la seconda band inglese al top delle classifiche americane dopo i Beatles con il multi-millionario e leggendario inno House of the Rising Sun’.
Seguiranno oltre venti mondiali hits che saranno nelle top ten di tutto il mondo alcuni delle quali guadagneranno anche il primo posto in classifica.
Solo in Gran Bretagna la band non ha meno di venti nuove entrate in classifica.
Gli Animals sono la prima band inglese ad esibirsi in Polonia e Giappone.

JOHN STEEL & MICKEY GALLAGHER
Oltre cinquanta anni dopo John Steel e Mickey Gallagher sono ancora in tour insieme.

The Animals possono vantare alcune delle più famose canzoni nella storia della musica popolare
 La band si imbarca in dozzine di grandi tours in Uk con ospiti speciali quali Spencer DavisStax Booker T & The MGS e il leggendario chitarrista dei Blues Brothers Steve CropperMaggie Bell (Stone The Crows) e il grande Mick Green (The Pirates, Van Morrison, Paul McCartney,Bryan Ferry)nelle sue ultime apparizioni considerato da molti uno dei più influenti.

Animals & Friends rimangono una band R’n’B che tuttora vanta un grande rispetto tra i coetanei a livello internazionale così come tra i fans di ogni età che rispondono così entusiasticamente a grandi brani del catalogo degli Animals come ‘WeGotta Get Out Of This Place’‘Boom Boom’‘Don’t Let Me Be Misunderstood’‘Baby, Let MeTake You Home’‘I Put A Spell On You’ and the bands’e il numero uno nelle classifiche mondiali ‘House of The Rising Sun’.

STORIA
Tornando al 1957 John Steel accanto al co-fondatore degli Animals Eric Burdon inizia esibendosi con il proprio sound nella nativa Tynesidencon nessuna idea che sarebbero diventati, in pochi anni, parte di un gruppo che sarebbe stato segnato per sempre come “la migliore musica britannica” e rispettato in tutto il mondo accanto ai The Beatles, The Rolling Stones e The Yardbirds.

Gli Animals sono anche la seconda band inglese dopo The Beatles nelle top ten americano con il multi milionario inno ‘House of The Rising Sun’.

Non è da dimenticare che fu proprio il brano ‘House of the Rising Sun’ di Bob Dylan ad ispirare questa leggendaria band diventando ciò che la storia ha dimostrato di essere oramai parte permanente. Viene anche sussurrato che Bob Dylan abbia guardato alla loro versione come ispirazione per la sua, non conosciuta, ‘versione elettrica’.

Bruce Springsteen recentemente ha rivelato sul palco che sono stati The Animals e non The Beatles o gli Stones la sua favorita band inglese.
 “I loro singoli sono la prima e vera opera d’arte che avessi mai ascoltato”. Dopo aver suonato un breve pezzo di ‘We Gotta Get Out Of This Place’ , Bruce confessa “e ogni canzone che abbia mai scritto’ Born To Run’, ‘Born In The USA’, si rifà a loro”.

Dopo 50 anni la leggenda continua a crescere…

Nel 2014 The Animals accanto agli The Yardbirds, The Zombies, Maggie Bell e Dave Berry si imbarcano in uno dei più famosi tour dedicato agli anni ’60 riempiendo venue come The Royal Concert Hall di Glasgow con oltre 2300 fans