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Van Kery Blues Band  

Van Kery Blues Band  

van kery

L’idea nasce nel 1999 dal progetto inedito del chitarrista e cantante omonimo Van Kery, da cui prende il nome la band. L’intento è quello di creare e reinterpretare il blues e il rock degli anni 70’ arricchendolo con molte influenze per ottenere così un Rock Blues di grande impatto.

La band è sempre stata recensita dai quotidiani e dalle riviste specializzate come una delle migliori Blues Band siciliane, non mancano gli apprezzamenti da parte delle radio e dei media in genere.
A partire dal passaggio radiofonico del brano “In Seventies” voluto da Rai Radio 1, alle svariate partecipazioni come ospiti in molti Blues Festival Nazionali e internazionali.

Tra le esperienze più significative c’è il “San Cataldo in blues” (CL) nel 2000 con Rudy Rotta e James Tohmpson, il “Capo d’Orlando in blues nel 2001” (ME) con Popa Chubby e Willie Murphy, 3° classificato per il Sud Italia alle finali di “Obbiettivo Blues In 2003” (selezioni di Pistoia blues), All the colours of blues 2003 (Siena) e Sarteano jazz and blues Festival 2003 (Siena), passaggio radiofonico dell’inedito “In Seventies” a Demozone, programma di Rai Radio 1 con conseguente invito al “Ruffano Trend and Blues Festival”(LE), organizzato dalla Rai nel 2004 con Aida Cooper, Effetto Blues 2005 (selezioni Per Torrita Blues) e registrazione del DVD live “Van Kery at Cinquequarti” di Montepulciano (Siena).
Unica band per il sud Italia e vincitori del premio come “Miglior band” del Vicenza Blues Festival nel 2005, Thiene Blues Festival 2005 (VI), Blues on the Road  (CT) 2006. Nel 2007 il progetto si arresta e a distanza di diversi anni, nel 2016 tutto ricomincia con una nuova formazione più matura e completa che mai. La nuova formazione già nell’estate 2016, partecipa ad “Obiettivo BluesIn” selezioni per Pistoia blues, e dopo aver vinto e superato le semifinali regionali riesce ad arrivare alla finalissima nazionale, come una delle migliori 18 band sulle 700 partecipanti”, inoltre nel settembre 2016 si esibisce come ospite di punta in all’’Etna in Blues Festival, storico blues festival Siciliano.

Nel 2017 la band partecipa ad Effetto Blues (Torrita Blues), come una delle 12 band scelte in Italia e dopo le esibizioni live a Bettolle (SI), conquista un posto al Camigliano Blues 2017.
La band viene anche selezionata per l’Italian Blues Challenge 2017, e si esibisce a Lagopesole (PZ) a fine luglio. La band è stata ospite del South Italy Blues Connection il 24.06.17 a Matera e il 07.10.2017 alla più grande fiera blues italiana, il Blues Made in Italy (VR), dove viene notata e recensita dal quotidiano “La Voce di Mantova” come band di spicco sulle oltre 50 formazioni provenienti da tutta Italia http://www.vocedimantova.it/articoli/462874/Cerea-Mississippi–due-passi-da-Mantova)

All’attivo c’è un disco live registrato nel 2017 dal titolo “Rebirth – Live in Studio” promosso dall’associazione “Blues Made in Italy” che ne ha inserito il logo sulla copertina, in vendita su tutte le piattaforme digitali e in cantiere c’è già un nuovo disco che sarà registrato in Italia e mixato negli Stati Uniti.

La formazione è composta da:
Van Kery alla chitarra e voce
Giuseppe Di Mauro al basso
Antonio Quinci alla batteria.


Intervista alla band in occasione di Effetto Blues 2018 al Tjmory Pub

The True Lies band

The True Lies band

true lies band

Il progetto ha voluto riunire le diverse esperienze dei componenti, differenti per percorso musicale e per età, con lo scopo di creare un suono ed una proposta musicale svincolata da confini stereotipati. L’impostazione rock blues consente di spaziare in un panorama naturalmente vastissimo di sonorità e di spunti, senza però trascurare soluzioni tipiche di altri generi musicali in una sorta di contaminazione con richiami al country rock, al soul, al rithm&blues, al rock&roll, al pop rock e così via.

L’idea è’ quella di proporre brani che siano il frutto della libertà espressiva, del piacere e del divertimento nel fare musica.
Il gruppo ha cominciato da subito a lavorare sui brani originali che, inseriti gradualmente nelle esibizioni live, oggi costituiscono l’intera proposta musicale.




Intervista alla band in occasione di Effetto Blues 2018

The Bowman

The Bowman

 

 the bowman

The Bowman, gruppo rock-blues di Biella, composto da 5 membri: Elisa Negro (voce), Marco Vialardi (chitarra), Mattia Bellini (basso), Giacomo Cortese (tastiere), Leonardo Gioli (batteria).

Il repertorio è formato da pezzi inediti e classici blues, alternato a brani rock’n’roll. Adrenalina, passione, amore per la musica ed il messaggio che trasmette, rappresentano le fondamenta del gruppo.

 

 



Intervista ai The Bowman durante Effetto Blues 2018 – Tjmory Pub (Bettolle)

The Fullertones

The Fullertones

thefullertones

Genuini come le loro origini, i Fullertones sono una band toscana di recente formazione ma con un percorso musicale individuale piuttosto radicato. Fin dal primo ascolto si intuisce che il blues è chiaramente l’anima portante della filosofia di questo gruppo che ha però miscelato alla sua evidente passione le sonorità e le influenze di altri generi musicali seguendo le orme di alcuni pionieri della corrente Austin Sound creata da musicisti come Gary Clark Jr. e Doyle Bramhall. La band propone un sound coinvolgente e non scontato che cerca di avvicinare un pubblico eterogeneo alle sonorità della musica nera partendo da quella che è la sua evoluzione più recente e cercando di invogliarlo a percorrere un viaggio a ritroso nelle origini di quelle sonorità che hanno dato vita a moltissimi altri generi musicali. Il risultato finale è un mix avvolgente sul quale spicca il calore e la grinta della voce di Francesco Bellia che condivide anche ritmica ed improvvisazione con il suono e lo stile personale dell’altra chitarra suonata da Lou Leonardi.
La solida sezione ritmica sulla quale si adagia con naturalezza il sound della band è affidata all’energia e al gusto di Lorenzo Alderighi e Matteo D’Alessandro, rispettivamente al basso e alla batteria.

Quotes ::
Simone Bargelli (Il Blues) “Passione, energia e contaminazione. Il panorama musicale italiano si arricchisce della bravura dei talentuosi Fullertones, combo toscano che con intelligenza e freschezza rivisita il suono blues di ultima generazione, quello che si veste di rock senza dimenticare le origini. Il loro primo EP colpisce e convince ed il pre-ascolto di alcuni dei loro brani inediti che abbiamo avuto il piacere di avere ci fa restare in trepidante attesa del loro primo album di inediti.”

Origini:
Il gruppo prende forma da un’idea del chitarrista Lou Leonardi, vecchia conoscenza del blues made in Italy, che alcuni appassionati avranno avuto modo di incontrare sul palco di alcuni festival blues italiani suonando con Lou&TheBlues ed aprendo concerti per Phil Guy, Popa Chubby, Ana Popovic, Junior Watson, Tolo Marton e molti altri oltre ad aver accompagnato musicisti come Shana Morrison (figlia di Van), Andy Just, Volker Strifler, Tia Carroll, Daniel Castro fino ad approdare con loro in California dove ha suonato in alcuni festival e locali di musica dal vivo. Lo stimolo che ha dato vita a questo nuovo capitolo musicale nasce dalla voglia del chitarrista toscano di tornare alle sue origini e viene alimentato dal rapporto di stima e di amicizia con Francesco Bellia chitarrista acustico ed elettrico di grande talento, attualmente frontman dei Groove Trouble, con il quale ormai da tempo maturavano il desiderio di condividere una parte del loro percorso musicale. Nel desiderio di creare una band composta da musicisti che non avessero mai suonato insieme prima d’ora viene coinvolto nel progetto il batterista Matteo D’Alessandro, insegnante e batterista anche di Carmine Torchia e Tiziano Barbafiera. Ultima pedina ad aggiungersi alla band, ma per questo assolutamente non meno importante, è Lorenzo Alderighi, bassista di grande esperienza e con alle spalle numerose collaborazioni di livello come quella con Hilaria Kramer, Lee Konitz, Stefano “Cocco” Cantini ma anche con i Diaframma, Stefano Picchi e molte altre band
 

Intervista a The Fullertones in occasione della serata del 14 aprile al Tjmory Pub (Bettolle)

The House Band

The House Band

 

 the house band

La House Band nasce alla fine del 2014, grazie a Roberto Giuli (armonica), Fausto Goracci (chitarra), Daniele Peoli (basso), Francesco Sargenti (batteria), con la preziosa collaborazione di Toti Panzanelli alla chitarra.

L’idea è quella di rivisitare classici del blues da proporre nell’ambito di jam sessions che si tengono in special modo al Ricomincio Da Tre, e di cui la House Band funge da gruppo base.
Dopo alcune date, la band in quartetto (Panzanelli collaborerà saltuariamente, vedi il concerto – tributo a David Bowie) amplia il proprio repertorio, iniziando ad includere anche brani di artisti meno noti e organizzando un concerto dal titolo “Tributes”, a voler indicare una certa logica nell’esposizione del genere blues e delle sue sfumature, attraverso i brani dei vari protagonisti. “Tributes” è anche il titolo dell’album che la band sta presentando, contenente incisioni effettuate nel gennaio 2016 proprio al Ricomincio da Tre.
Il disco frutta un corposo giro di concerti, durante i quali il gruppo propone, accanto a brani altrui, diversi brani di propria composizione.


Intervista a The House Band in occasione di Effetto Blues 2018

Ramrod

Ramrod

 

ramrod

 

La fusione di classic rock e blues, con l’aggiunta di un sapore soul ed un
pizzico di rock psichedelico e prog è il segreto del suono di questa band!
Un sound energico che esplode sul palcoscenico! un’atmosfera intrigante creata dall’unione della chitarra di Marco Picaro e l’Hammond di Adriano “ROLL” Nolli arricchita a sua volta dalla potenza del basso di Emanuele Elia, la batteria di Daniel Sapone e la forte personalità unita alla potente voce della frontwoman Martina Picaro. Tutto ciò si può ritrovare all’interno del loro album “First Fall”.

I Ramrod portano la loro musica in giro per l’Italia e per l’Europa in paesi come Svizzera, Germania,Belgio, Olanda, Francia e Regno Unito, sprigionando energia e collezionando soddisfazioni ed entusiasmo. I loro testi si riferiscono a esperienze personali ed ai più profondi ed intimi sentimenti umani,osservati da diversi punti di vista.

Questo progetto li ha portati a calcare i palchi di festival internazionali e dei migliori club della musica rock blues. Nell’estate 2017 vincono il concorso “Obiettivo Bluesin” grazie al quale si esibiscono sul palco dello storico festival “Pistoia Blues” per l’Italian Blues Night, insieme ad altri artisti in apertura ad Alex Britti, e a dicembre si esibiscono sul rinomato palco del teatro Ariston di Sanremo come finalisti della manifestazione musicale “Fiat Music” organizzata e condotta da Red Ronnie e Roxy Bar.

I shot a man

I shot a man

i shot

I Shot a Man nasce nell’estate 2014, da una pessima idea di Domenico De Fazio, dei suoi slide, delle sue vecchie chitarre elettriche, di legno, di ferro. Alla batteria c’è Blue Bongiorno, polistrumentista di formazione jazz che non disdegna di suonare cucchiai, sgabelli e assi per lavare i panni.

Completa la formazione Manuel Peluso, che ha trovato nella formula chitarra acustica e voce l’equilibrio giusto tra tecnica ed espressione.

Il nostro blues è uno sguardo che dalle origini degli spiritual cantati a voce nuda nei campi di cotone della Louisiana, arriva a quelle chitarre acustiche suonate con colli di bottiglia, e si spinge fino alle valvole sature degli amplificatori, quando il blues stava partorendo il rock, e presto tutti avrebbero cominciato a ballare. Tre anni fa iniziammo a suonare senza un basso, e non lo abbiamo mai cercato veramente.
Avevamo paura di cadere in uno schema che conoscevamo troppo bene. Oggi siamo ancora convinti che il nostro suono sia fatto di voce, chitarra acustica, elettrica e batteria. Ci costringe a inventare arrangiamenti nuovi, a ripensare la ritmica, in dialogo costante tra le percussioni e un fingerpicking vecchio di cent’anni. E poi al pubblico piace. Ci pare che il blues sia sempre stato con noi.
Cantiamo le storie dei grandi, che in fondo sono le nostre stesse storie. Amori che vanno e vengono, soldi che vanno e non vengono. Sentirsi soli in una notte piovosa, imbracciare la chitarra e svegliare tutti.




Intervista a I Shot a Man in occasione di Effetto Blues 2018

Gran Riserva Power Trio

Gran Riserva Power Trio

gran riserva power trio

 

La band nasce dalla grande passione per la musica blues, e tutte le varie contaminazioni che hanno influenzato il rock da Hendrix ai Cream fino Clapton e i Deep Purple…I tre membri uniscono il loro eclettico modo di suonare in un sound potente e inconfondibile.
La caratteristica del power trio è quella di unire vari generi musicali (tipo reggae, e funky) al blues creando un sound unico.
Attualmente Gran_Riserva sono in giro per un tour nei vari club italiani, a maggio finiranno la loro stagione nei club con un tour di 4 date in Sicilia da cui trarranno il loro primo album on The Road…

Carmelo Junior: Voce e Key
Giuseppe Galgani:
Chitarra e voce Andrea Bruni: Batteria




Intervista alla Band in occasione di Effetto Blues 2018

Fog Eaters

Fog Eaters

 

fog eaters

Fog Eaters significa letteralmente “mangiatori di nebbia”, poiché le loro origini sono nella pianura padana a Reggio Emilia, dove la nebbia è talmente fitta che nemmeno si riescono a leggere i cartelli stradali. Il quartetto nasce nel 2013 e traendo ispirazione dal rock’n’roll, dal blues e dallo swing, ha creato il proprio sound originale fondendo insieme tecnica, gusto e feeling attraverso ottime esibizioni live meritandosi l’appellativo di “houserockin'” band.
I Fog Eaters sono composti da Giorgio “Jo” Pinna considerato tra i migliori cantanti ed armonicisti della nuova scena italiana ed europea, alla chitarra elettrica l’energico ed incisivo Andrea “Andy” Pititto, alla chitarra-basso Fabio “Tex” Cavalca importante groove-guida della band ed alla batteria e percussioni Oscar Abelli dallo stile inconfondibile già conosciuto dal pubblico per aver collaborato con importanti artisti nazionali ed internazionali. Numerose sono già le loro partecipazioni a festival e rassegne nei music-club ed hanno ottenuto buon successo sia in Italia che nei tour in Polonia, Rep. Ceca, Germania, Svizzera e Olanda.


Intervista alla band in occasione di Effetto Blues 2018 al Tjmory Pub

Fabio Nobili

Fabio Nobili

 

 

nobili
Cantautore bassista, chitarrista ritmico e voce blues, ha cominciato a suonare il basso all’età di 16 anni, appassionato della musica blues fusion anni ’80, vanta soprattutto negli ultimi anni partecipazioni importanti in manifestazioni di rinomata fama internazionale, uno su tutti Blues made in Italy.
Nel 2013 entra in contatto con Riserva Sonora l’etichetta discografica con il quale ha co-prodotto i due ultimi album “Bolina” e “Onta Nera” in collaborazione con Ellade Bandini. Il blues che più lo caratterizza è quello dalle sfumature funk fusion, frizzante, ritmico e acustico ma non disdegna incursioni elettriche in contesti musicali più ampi come quando si esibisce accompagnato da una band completa.
Bassista di origine ma nella chitarra ha trovato il suo mezzo di navigazione principale, con il quale ama accostarlo alla voce ruvida o melodica alternando momenti delicati e psichedelici a situazioni robuste e graffianti. Ha all’attivo 5 album di brani originali che spaziano a ventaglio su diversi generi, dal rock al pop fino al prog, in italiano e inglese mantenendo una ossatura blues.
Apprezzabile anche in versione acustica:

ENRICO DELLA FONTE Ha studiato Lettere moderne presso Università degli Studi di Milano Precedentemente: CPM Music Institute

La Band
Fabio Nobili: voce e basso
Enrico Della Fonte: chitarra
Roby Giannella: batteria
Ernesto Marzi: armonica

Intervista alla band in occasione di Effetto Blues 2018