MIKE ZITO – 30 giugno

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sito ufficiale: www.mikezito.com/

TORRITA BLUES FESTIVAL

Venerdì 30 giugno
Piazza Matteotti
Ore 23.00

La casa di un vero musicista non è uno studio alla moda né uno sfavillante party in un hotel a 5 stelle ma è la strada, e se Mike Zito, vincitore di numerosi Blues Music Award, avesse un dollaro per ogni miglio d’asfalto bruciato dalla sua prima apparizione nei primi anni 90, avrebbe ora messo da parte un grossa somma. “C’è qualcosa in me che hanno tutti i musicisti, devi amare la strada che è parte di questo mondo. Tu sei lì, guardi le persone negli occhi, ti scambi storie, stringi le mani…”

C’è un indiscutibile fascino nella vita in movimento, un’infinita magia nel momento in cui si spengono le luci nelle case, il boato della folla emerge e le ombre avanzano sul palco. Per Mike, che ha iniziato nel circuito del midwest a diciotto anni, e da lì ha attraversato più di venti nazioni come chitarrista con i Brotherhood, questo è il momento in cui le cose diventano serie. “Nella mia band, the Wheel, se non sei ancora con noi, è meglio che tu salga a bordo” sorride “Perché altrimenti ti sbattiamo fuori!”

Realizzato nell’Agosto 2014 negli Usa, come l’ultima arrivato della serie di premi vinti dalla Ruf Records, Songs from the Road è un doppio disco che cattura Mike al suo meglio nella sua casa di adozione. “ Questo DVD e live album sono stati registrati il 10 gennaio 2014 al Dosey Doe di Woodlands, davanti ad un sold-out di pazzi texani” “L’audience era già caldo alle prime note. La band ha suonato con grande energia e passione. Sono stato sopraffatto più volte dalla pura energia dell’amore riversata in ogni nota. È stata una notte veramente magica e non la dimenticherò mai.”

 

L’incandescente chimica incontra materiale di prima classe, il cui set si immerge in momenti chiave del passato di Mike: “Greyhound”, un audace racconto che richiama il disperato evento del Settembre 2002, quando un tossicodipendente Mike ruba al padre la carta di credito per prendersi di un biglietto di sola andata per la Florida “decisi che avrei fatto un favore a tutti se me ne fossi andato, più lontano possibile” ricorda.

Dall’altra lato c’è “Rainbow Bridge” che racconta della corsa precipitosa che un rinato Mike percorre verso il suo ritorno a casa “The Rainbow Bridge è uno dei ponti più alti del Sud, volevo percorrerlo fino in Louisiana per suonare dei concerti e, tornando a casa, quando ero sopra questo ponte, ho capito che ero quasi arrivato“

I suoi più longevi fans del Dosey Doe hanno tanto atteso “Pearl River”: il brano scritto in collaborazione con Cyril Neville che racconta del sostenitore dei diritti civili Dick Gregory, che ha piantato i semi per i Royal Southern Brotherhood; in modo analogo, un grande entusiasmo c’è stato per la traccia che ha dato il nome all’album Gone To Texas. “Parte della storia di questa canzone è storica, le persone che si spostano in Texas per vivere insieme, e l’ho fatto anche io.”

Molto sincero, se chiedi a Mike della sua storia lui ti racconterà la vera e cruda verità: “cresciuto in povertà a St. Louis, in una famiglia di operai dove il padre lavorava 40 ore alla settimana al birrificio locale. Lavora per dieci anni al negozio di strumenti in periferia sotto la tutela di un anziano impiegato venendo a contatto con grandi artisti come B.B. King, the Allmans ed Eric Clapton (nonchè Joe Pass, Robert Johnson e Blind Willie Johnson), e racconta di essere stato licenziato dalle prime cover band per essersi rifiutato di imitarne gli assoli”, nel 1997 realizza l’albu m del debutto Blue Room “La prima volta che ti ascolti, pensi, Wow questo suona proprio come musica!”

Ma in questa storia ci sono anche degli “incidenti di percorso”: attraverso il millennio passato, si insinua l’alcolismo e un abuso di droga che minacciano di privare Mike del suo talento e del suo sostentamento. Per un momento tutto sembrava perduto fino all’incontro con la sua amata moglie; Mike sboccia sia come uomo che come musicista e, nel 2014, si riflette in una serie di emozionanti album, più due in studio universalmente riconosciuti con i Brotherhood. “Tutto si è risolto e non posso che esserne molto grato!” “Gone to Texas è un vecchio – slang – usato dall’uomo per esprimere la sua separazione da casa, Ora mia moglie non può che essere di più di questo.”

Felice, coronato dal successo, supportato dalla sua amata famiglia e impegnato in famosi progetti, sicuramente Mike non si è accontentato di “riposare sugli allori”. Testimonianza è Songs From The Road, questa strada senza fine rimane come “il canto di una sirena” che questo “uomo di strada” non può ignorare. “La strada è parte della mia storia, ed è per questo che ci sono molte canzoni che ne parlano. Quando un tour finisce non vedo l’ora di tornare a casa, ma con il passare delle settimane, non vedo l’ora di ripartire. È come la canzone che dice – la strada non finisce mai -.”

Line-up:

Mike Zito – vocal, guitar

Jimmy Carpenter – sax, vocals

Scot Sutherland – bass, vocals

Lewis Stephens – piano, organ

Rob Lee – drums, percussion

Discografia trasparente

AMERICA’S MOST WANTED (2000) by Mike Zito

SLOW IT DOWN (2004) by Mike Zito

SUPERMAN (2006) by Mike Zito

TODAY (2008) by Eclecto Groove Records, Inc.

PEARL RIVER (2009) by Eclecto Groove Records, Inc.

GREYHOUND (2011) by Eclecto Groove Records, Inc.

GONE TO TEXAS (2013) by Ruf Records

SONGS FROM THE ROAD (2014) by Ruf Records

KEEP COMING BACK (2015) by Ruf Records

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