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Comune di Torrita di Siena 

 




 
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Home Le band di effetto Blues 18 The Fullertones

The Fullertones

thefullertones

Genuini come le loro origini, i Fullertones sono una band toscana di recente formazione ma con un percorso musicale individuale piuttosto radicato. Fin dal primo ascolto si intuisce che il blues è chiaramente l'anima portante della filosofia di questo gruppo che ha però miscelato alla sua evidente passione le sonorità e le influenze di altri generi musicali seguendo le orme di alcuni pionieri della corrente Austin Sound creata da musicisti come Gary Clark Jr. e Doyle Bramhall. La band propone un sound coinvolgente e non scontato che cerca di avvicinare un pubblico eterogeneo alle sonorità della musica nera partendo da quella che è la sua evoluzione più recente e cercando di invogliarlo a percorrere un viaggio a ritroso nelle origini di quelle sonorità che hanno dato vita a moltissimi altri generi musicali. Il risultato finale è un mix avvolgente sul quale spicca il calore e la grinta della voce di Francesco Bellia che condivide anche ritmica ed improvvisazione con il suono e lo stile personale dell’altra chitarra suonata da Lou Leonardi.
La solida sezione ritmica sulla quale si adagia con naturalezza il sound della band è affidata all’energia e al gusto di Lorenzo Alderighi e Matteo D'Alessandro, rispettivamente al basso e alla batteria.

Quotes ::
Simone Bargelli (Il Blues) "Passione, energia e contaminazione. Il panorama musicale italiano si arricchisce della bravura dei talentuosi Fullertones, combo toscano che con intelligenza e freschezza rivisita il suono blues di ultima generazione, quello che si veste di rock senza dimenticare le origini. Il loro primo EP colpisce e convince ed il pre-ascolto di alcuni dei loro brani inediti che abbiamo avuto il piacere di avere ci fa restare in trepidante attesa del loro primo album di inediti."

Origini:
Il gruppo prende forma da un’idea del chitarrista Lou Leonardi, vecchia conoscenza del blues made in Italy, che alcuni appassionati avranno avuto modo di incontrare sul palco di alcuni festival blues italiani suonando con Lou&TheBlues ed aprendo concerti per Phil Guy, Popa Chubby, Ana Popovic, Junior Watson, Tolo Marton e molti altri oltre ad aver accompagnato musicisti come Shana Morrison (figlia di Van), Andy Just, Volker Strifler, Tia Carroll, Daniel Castro fino ad approdare con loro in California dove ha suonato in alcuni festival e locali di musica dal vivo. Lo stimolo che ha dato vita a questo nuovo capitolo musicale nasce dalla voglia del chitarrista toscano di tornare alle sue origini e viene alimentato dal rapporto di stima e di amicizia con Francesco Bellia chitarrista acustico ed elettrico di grande talento, attualmente frontman dei Groove Trouble, con il quale ormai da tempo maturavano il desiderio di condividere una parte del loro percorso musicale. Nel desiderio di creare una band composta da musicisti che non avessero mai suonato insieme prima d’ora viene coinvolto nel progetto il batterista Matteo D’Alessandro, insegnante e batterista anche di Carmine Torchia e Tiziano Barbafiera. Ultima pedina ad aggiungersi alla band, ma per questo assolutamente non meno importante, è Lorenzo Alderighi, bassista di grande esperienza e con alle spalle numerose collaborazioni di livello come quella con Hilaria Kramer, Lee Konitz, Stefano “Cocco” Cantini ma anche con i Diaframma, Stefano Picchi e molte altre band
 


Intervista a The Fullertones in occasione della serata del 14 aprile al Tjmory Pub (Bettolle)
Storia del Torrita Blues